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Apprendistato professionalizzante

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Il contratto di apprendistato si configura come la principale tipologia contrattuale per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro ed è caratterizzato da una finalità formativa. Il Testo Unico approvato a settembre 2011 (D.Lgs. 167/2011) e la Riforma del mercato del lavoro (L. 92/2012) hanno innovato profondamente la precedente disciplina: attualmente l’apprendistato rappresenta un “contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato all’occupazione dei giovani”.

L’inserimento in azienda tramite apprendistato è sostenuto da notevoli incentivi economici (come la contribuzione agevolata pari al 10% della retribuzione o la deducibilità delle spese e dei contributi dalla base imponibile Irap) e normativi (come la possibilità di un sotto inquadramento o l’esclusione degli apprendisti dal computo dei dipendenti a determinati fini di leggi); la recente Riforma del mercato del lavoro ha introdotto anche maggiori tutele per gli apprendisti, in particolare, in termini di stabilità.

Il Testo Unico contempla tre tipi di contratti di apprendistato: quello per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, quello professionalizzante o di mestiere e, infine, quello di alta formazione e ricerca.
L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (art.4 Testo Unico) è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale a fini contrattuali. Possono essere assunti i soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per chi è in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi del D. Lgs. 226/2005 il contratto può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

GLI ASPETTI FORMATIVI
L’attuale normativa in materia di apprendistato professionalizzante prevede una durata massima di 3 anni (5 anni per il settore e i profili dell’artigianato) e la partecipazione dell’apprendista, annualmente e per tutta la durata del rapporto di lavoro, a due tipologie di attività formativa:
1. formazione per l’acquisizione delle competenze di base e trasversale,
2. formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche.
La formazione deve essere di tipo “formale” ovvero realizzata in tempi, spazi e con un’organizzazione appositamente predisposti e diversi da quelli solitamente utilizzati per svolgere l’attività lavorativa. Deve essere, cioè, una formazione svolta in un’aula didattica, impartita da docenti competenti in materia, utilizzando metodologie e strumenti didattici idonei all’apprendimento.

La formazione di base e trasversale
Questo tipo di formazione, aggiuntiva rispetto a quella tecnico-professionale, è disciplinata da leggi e regolamenti regionali che ne determinano anche le modalità di realizzazione.
L’attivazione e la realizzazione delle attività didattiche è di competenza della Regione che le realizza avvalendosi della sua rete di servizi formativi (assessorati provinciali al lavoro e alla formazione professionale, centri per l’impiego, enti e agenzie formative accreditate etc.).
Alcuni CCNL prevedono inoltre che, in caso di assenza dell’offerta formativa pubblica, la formazione di base e trasversale debba essere svolta su iniziativa dell’azienda, stabilendone durata e contenuti.

La formazione tecnico-professionale
Questo tipo di formazione, svolta sotto la responsabilità della azienda, è regolamentata dal CCNL applicato che ne definisce il monte ore complessivo, l’articolazione annuale, le aree tematiche e i contenuti didattici in funzione dei profili professionali stabiliti nei sistemi di classificazione e di inquadramento del personale.

La formazione può essere realizzata:
1. internamente all’azienda, se in possesso di una adeguata capacità formativa le cui caratteristiche e requisiti sono specificati dal CCNL (es. aule, docenti, attrezzature, autorizzazioni …);
2. esternamente all’azienda, avvalendosi di un ente formativo accreditato dalla Regione che abbiano predisposto una apposita offerta formativa.

Le conseguenze dell’inadempimento formativo
Nel caso in cui l’apprendista non partecipi alla formazione e tale mancanza sia imputabile esclusivamente alla responsabilità del datore di lavoro, l’azienda può andare in contro ad un provvedimento ad opera del personale ispettivo del MLPS. Tale provvedimento potrà consistere in:
1. un dispositivo, se il debito formativo è recuperabile, che assegna all’azienda un termine per adempiere;
2. una sanzione, se il debito formativo non è più recuperabile.

Il debito è considerato non recuperabile se l’apprendista ha partecipato ad un numero di ore di formazione inferiore alle soglie minime stabilite dal MLPS con la circolare n. 5 del 21 gennaio 2013. La sanzione prevista per l’inadempienza formativa è pari al doppio del risparmio contributivo previsto per l’apprendistato.

La mancata realizzazione della formazione è imputabile esclusivamente alla responsabilità del datore di lavoro nel caso in cui l’azienda:
1. non fa partecipare l’apprendista alla formazione di base e trasversale, pur essendo stata disciplinata ed attivata dalla Regione;
2. non realizza la formazione tecnico-professionale né al suo interno né avvalendosi di un ente formativo esterno.

L’inadempienza formativa, invece, non è imputabile al datore di lavoro in caso di mancata realizzazione della formazione di base e trasversale per l’assenza di una specifica regolamentazione regionale o, se presente, in quanto i percorsi formativi non sono di fatto “attivati”.

Il costo della formazione
I costi per la formazione di base e trasversale sono a totale carico della Regione (anche in sinergia con i fondi interprofessionali) e senza alcun onere a carico dell’azienda eccetto il costo del personale per le ore in cui l’apprendista partecipa alla formazione (in quanto deve essere svolta durante l’orario di lavoro).
I costi per la formazione tecnico-professionale, invece, sono a carico del datore di lavoro ma può anche essere realizzata senza alcun onere in quanto finanziabile dai fondi paritetici interprofessionali.

Per ulteriori informazioni e per conoscere costi e modalità di erogazione della formazione, inviaci una mail a info@programmasviluppo.it

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