Il 14 giugno 1985, cinque Paesi europei – Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi – firmarono l’Accordo di Schengen, decidendo di eliminare gradualmente i controlli alle frontiere interne. L’incontro avvenne in un piccolo villaggio sul fiume Mosella, che rappresenta un confine naturale fra Lussemburgo, Francia e Germania, diventando un importante simbolo dell’integrazione europea. Nel corso degli anni diversi Paesi, membri dell’UE e non, hanno deciso di far parte dell’accordo fra cui anche l’Italia, che ha aderito nel 1997.
Oggi, lo spazio Schengen comprende 29 Paesi e garantisce la libera circolazione a oltre 450 milioni di persone. È l’unica area nel mondo dove i cittadini possono viaggiare senza controlli doganali tra i Paesi. I viaggi interni all’area Schengen sono circa 1,25 miliardi ogni anno.
Fra i vantaggi portati dall’area Schengen ci sono quelli legati all’economia europea. Grazie alla libertà di movimento, oltre 32 milioni di imprese possono lavorare in un mercato più ampio, riducendo tempi e costi. Questo incide anche sul turismo, grazie alla possibilità per i turisti stranieri di sfruttare il visto Schengen che consente di visitare tutti e 29 i Paesi membri.
Un altro vantaggio è un sistema di sicurezza condivisa. Con la riduzione dei controlli interni, è aumentata la cooperazione tra forze di polizia, autorità doganali e guardie di frontiera che lavorano insieme per proteggere i confini esterni dell’UE e contrastare criminalità, terrorismo e minacce ibride. La sicurezza delle frontiere è garantita anche grazie al SIS – Sistema d’Informazione Schengen, una banca dati condivisa che permette alle autorità di scambiarsi informazioni in tempo reale.
A 40 anni dalla sua nascita, Schengen rappresenta una delle colonne portanti dell’identità europea che ha cambiato il modo in cui viviamo, viaggiamo e lavoriamo e che unisce popoli e territori sotto il segno della libertà, della cooperazione e della fiducia reciproca.
Maggiori info: Commissione europea – 40 anni di Schengen


